Monza, che succede: Lega Pro, D, Eccellenza? Il punto della situazione

16.06.2015 10:00 di Redazione Lombardiacalcio  articolo letto 1733 volte
Fonte: monzanews
© foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com
Monza, che succede: Lega Pro, D, Eccellenza? Il punto della situazione

Tanta incertezza ancora sul futuro del Monza. Questa la precisa analisi della situazione effettuata dai colleghi di monzanews a firma di Giulio Artesani.

I nomi  circolano, ma in vista delle aste senza incanto per l’aggiudicazione del Monza gli sportivi si augurano che a circolare non siano solo le chiacchiere, ma bensì i “danè”  necessari al salvataggio della società calcistica più rappresentativa della città. Inutile nascondersi dietro ad un dito: per la prossima stagione bisognerebbe mettere sul piatto quasi 4 milioni di euro se si vuole mantenere la categoria…
Riassumiamo le presunte cordate che verrebbero date per interessate all’acquisto. Molte di esse potrebbero essere interessate a partecipare alla terza asta, la meno cara, oppure nel caso le tre aste dovessero andare deserte, a rivolgersi direttamente al sindaco per richiedere l’invio della domanda per l’attribuzione del titolo sportivo di Serie D o Eccellenza da parte del presidente della FIGC.
 - In pole-position (solo per il fatto di essere la più menzionata da alcuni organi di stampa) ci sarebbe quella italo-svizzera composta da FGR Impresa Generale, dal Gruppo Persichetti (edilizia) e da Angelo Narducci (Prisma Costruzioni), quest’ultimo vicino a  Gianluca Zambrotta. Il loro interesse sarebbe motivato dalla possibile valorizzazione del Monzello e del Brianteo.
 - Sempre in terra elvetica, ci sarebbe anche una seconda cordata facente capo ad una società ticinese già presente sul nostro territorio m non meglio specificata.
 - Per restare in ambito “straniero” ci sarebbe anche un pool di professionisti specializzati nell’acquisto di club calcistici all’asta, finanziati da un uomo d’affari pachistano.
 - Il possibile interessamento di un club di serie A che arriverebbe a Monza in funzione delle esigenze del proprio settore giovanile, così come avvenuto allorché Valentino Giambelli lasciò nelle mani del Milan le sorti biancorosse,  non è da scartare, anche se la pessima esperienza già vissuta a Monza fa si che i tifosi facciano solo scongiuri su tale eventualità.
 - C’è poi il gruppo guidato da Massimo Meoni, contitolare della Emmecom, società di Cologno Monzese operante nel settore degli aspiratori e compressori, già presidente della sezione calcio del CGB Brugherio (Prima Categoria), Matteo Rocca, titolare di una enoteca di Agrate Brianza e consigliere della Speranza Agrate (Promozione lombarda) oltre che un terzo soggetto non meglio identificato. In tal senso sono giunte le smentite di rito, ma la voce resta sempre ricorrente.
 - Ha in parte smentito l’interessamento anche Paolo Leonardo Di Nunno, titolare della Elettronica Video Games di Cormano e presidente del  Seregno (serie D), anche se ha affermato di essere interessato a una squadra di calcio a Monza, ma non ad acquisire all’asta proprio il Monza Brianza 1912 perché messo troppo male (debiti e penalizzazione  per il prossimo campionato). Ma il progetto di Di Nunno sarebbe quello di attendere l’esito delle aste ed eventualmente, in caso di perdita del titolo sportivo,   di presentare richiesta di attribuzione del titolo sportivo di Serie D qualora il presidente della FIGC, d’intesa con il presidente della Lega nazionale dilettanti, consentisse a una   città importante come Monza l’iscrizione alla quarta serie, oppure di acquistare una piccola società di Monza per arrivare poi ad una fusione col Seregno e creare una società con un bacino di utenza brianzolo e maglie da gioco biancorossoazzurre, unendo dunque i colori delle squadre storiche delle due città. Il centro sportivo Monzello diventerebbe il quartier generale. Ipotesi che vedrebbe la fine dei colori biancorossi e la nascita di una nuova entità calcistica in Brianza.
 - Alcuni giorni fa, dalle colonne de “il Cittadino” i cugini Nicola e Riccardo Colombo, che fanno capo alla Cogefin di Bellusco (Nicola è il figlio di Felice, presidente del Milan dal 1977 al 1980) hanno seccamente smentito il loro interesse al Monza, ma qualche organo d’informazione continua a gettonarli con insistenza in un progetto del quale farebbe parte anche Michele Giambelli della Giambelli, azienda di Vimercate fondata dal padre Valentino, già presidente del Monza per un ventennio. Anche Davide Erba, titolare della Stonex  di Lissone ed ex presidente della Fiammamonza ha recentemente smentito di far parte di questo gruppo, che sarebbe nato sotto l’egida di      Confindustria Monza e Brianza, all’interno della quale tuttavia ci sarebbero molte voci avverse all’iniziativa.
 - Un altro nome ricorrente è quello dell’imprenditore multitasking Pierluigi Brivio, fino al 2005 socio del Gruppo Il Gigante. Con lui ci sarebbe Mario Rocca, presidente di Cave Rocca (storica azienda di calcestruzzi di Monza) e Davide Lucianò, titolare di CMB Immobiliare (con agenzia a Monza in via Cavallotti). Brivio non si sarebbe dichiarato disposto a salvare il Monza Brianza 1912, me bensì disponibile ad amministrare una nascente società basata su valori etico-sportivi.
 - In elenco ci sarebbe anche l’ex a.d. Prada che avrebbe buoni rapporti con società con sede in Medio Oriente. Ipotesi in verità piuttosto inverosimile e suggestiva.
 - Impossibile non citare anche la tanto conclamata cordata proveniente dalla Russia: si tratterebbe di finanziatori di una vecchia conoscenza del calcio monzese: Salvatore Zangari, l’ex socio di minoranza di Clarence Seedorf, il quale  dopo l’esperienza sempre in qualità di socio di minoranza a Lecco (serie D) si era impegnato molto nella rifondazione della Pro Sesto e solo pochi giorni fa si è dimesso da presidente del club biancoceleste. Zangari non ha smentito la possibilità di un ritorno a Monza, ma solo in qualità di amministratore a supporto di finanziatori.