Semifinali Europa e Conference League: l'Italia è fuori
L'Europa va avanti senza il tricolore: semifinali definite in Europa e Conference League
I quarti di finale di Europa League e Conference League hanno emesso i loro verdetti definitivi, e il quadro che emerge è impietoso per il calcio italiano: nessuna rappresentante della Serie A figura tra le squadre ancora in corsa nelle due competizioni continentali. Un'assenza che pesa, che fa rumore, e che impone una riflessione seria sullo stato di salute del nostro movimento calcistico a livello internazionale.
Il quadro completo delle semifinali
In Europa League, le quattro semifinaliste si sfideranno in doppia andata e ritorno nelle prossime settimane, con le gare di andata in programma il 1° maggio e il ritorno fissato per l'8 maggio 2025. Gli accoppiamenti vedono protagoniste formazioni di alto profilo provenienti da diversi campionati europei, con club di Premier League, Bundesliga e Liga pronti a contendersi un posto nella finalissima di Bilbao, in programma il 21 maggio 2025.
In Conference League, il format è identico: andate il 1° maggio, ritorni l'8 maggio, con la finale di Wrocław, in Polonia, attesa per il 28 maggio 2025. Anche in questo torneo, considerato storicamente più accessibile per le squadre di medio livello, l'Italia rimane a guardare da casa.
Cosa è andato storto per le italiane in Europa
L'eliminazione di tutte le rappresentanti italiane nei turni a eliminazione diretta non è un caso isolato, ma la conferma di una tendenza che si sta consolidando con preoccupante regolarità. Inter, che in passato ha saputo spingersi fino alle fasi decisive della Champions League, e Milan, con la sua storia europea leggendaria, non erano nemmeno in queste competizioni nelle posizioni per poter incidere. Le squadre italiane che hanno partecipato a Europa e Conference League hanno mostrato limiti evidenti sul piano della continuità e della gestione delle gare a doppia eliminazione diretta.
Tra i fattori tecnici che pesano maggiormente c'è la difficoltà delle squadre di Serie A nel mantenere un'intensità fisica elevata su tre competizioni simultanee. Il campionato italiano, sempre più esigente dal punto di vista atletico, finisce spesso per prosciugare le energie migliori dei club, lasciando poco spazio alla brillantezza nelle coppe. A questo si aggiunge una certa fragilità difensiva nei momenti chiave e la mancanza di quel cinismo realizzativo che invece contraddistingue le squadre di Premier League e Bundesliga.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Siamo sinceri: vedere il palcoscenico delle semifinali europee completamente spogliato di bandiere italiane fa male, soprattutto per chi ama il calcio di casa nostra. Non si tratta di catastrofismo, ma di prendere atto di una realtà che si ripete con troppa frequenza per essere liquidata come sfortuna o come episodio isolato.
Il problema non è solo tecnico o tattico: è strutturale. I club italiani investono meno rispetto ai competitors stranieri, faticano a trattenere i talenti migliori e spesso arrivano alle coppe europee già mentalmente e fisicamente appesantiti da un campionato logorante. Finché non si risolverà questo squilibrio — economico, gestionale e culturale — il rischio è di continuare a essere comprimari in Europa, relegati al ruolo di spettatori nelle fasi che contano davvero.
La speranza è che club come Inter e Milan, che rappresentano la punta di diamante del calcio lombardo e italiano, possano nelle prossime stagioni tornare a recitare un ruolo da protagonisti anche oltre i confini nazionali. Le basi ci sono, ma servono scelte coraggiose.
Verso le finali: chi può vincere?
Mentre l'Italia guarda, altri scrivono la storia. Le semifinali di Europa League e Conference League si preannunciano equilibrate e spettacolari, con squadre che hanno dimostrato solidità e qualità lungo tutto il percorso europeo. L'appuntamento con le finali di Bilbao e Wrocław è già cerchiato in rosso sul calendario degli appassionati: per il calcio italiano, invece, l'obiettivo è tornare protagonisti già dalla prossima stagione.









