VAR annulla il pari di Pellegrino: Como-Parma 1-0
Como-Parma 1-0: quando il VAR diventa protagonista assoluto
Ci sono partite che si decidono negli spogliatoi, altre sui campi di allenamento. E poi ci sono quelle che si decidono nella sala VAR, lontano dai riflettori ma vicinissime al cuore del risultato. Como-Parma, andata in scena al suggestivo Stadio Sinigaglia sulle rive del lago, appartiene senza dubbio a quest'ultima categoria. Una gara combattuta, tesa, che sembrava destinata alla divisione della posta in palio, e che invece ha consegnato tre punti preziosi ai lariani grazie all'intervento della tecnologia. Finale: 1-0 per il Como, con il gol di Pellegrino del Parma cancellato dal monitor a bordo campo.
Il gol che non c'era: la dinamica dell'episodio
A pochi minuti dal termine, quando il pubblico del Sinigaglia iniziava già a pregustare la vittoria, il Parma ha trovato quello che sembrava il meritato pareggio. Pellegrino, attaccante ducale, ha insaccato con una conclusione precisa che ha fatto esplodere la panchina ospite. L'esultanza, però, è durata pochissimo: il direttore di gara ha subito segnalato di attendere la revisione VAR. Dopo un controllo durato diversi minuti, la rete è stata annullata per fuorigioco — una posizione irregolare millimetrica che ha spento ogni speranza di rimonta per i gialloblù. Il Sinigaglia ha tirato un sospiro di sollievo collettivo, mentre i giocatori del Parma non riuscivano a nascondere la propria incredulità.
Analisi tattica: Como solido, Parma troppo dipendente dagli episodi
Guardando la partita nella sua interezza, il risultato riflette abbastanza fedelmente l'andamento del match. Il Como di Cesc Fàbregas ha dimostrato ancora una volta di saper gestire i momenti di pressione con maturità tattica, proteggendo il vantaggio con ordine difensivo e ripartenze rapide. I lariani continuano a costruire un'identità di gioco riconoscibile in Serie A, fatta di pressing alto e transizioni veloci — un marchio di fabbrica che Fàbregas sta imprimendo con pazienza e continuità.
Il Parma, al contrario, ha mostrato le sue fragilità strutturali: una squadra che fatica a creare occasioni con continuità e che, nei momenti decisivi, si affida troppo agli episodi isolati. Affidarsi a un guizzo di Pellegrino per pareggiare, senza aver costruito una vera supremazia territoriale, racconta molto delle difficoltà di una formazione che deve ancora trovare la propria dimensione nel campionato di massima serie. La classifica del Parma rimane preoccupante, con i ducali che continuano a navigare nella parte bassa della graduatoria.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Il VAR, ancora una volta, si prende la scena. E ancora una volta divide. Ma al netto delle polemiche tecnologiche — legittime, per carità — ciò che emerge da Como-Parma è un racconto calcistico che va oltre il singolo episodio. Il Como sta dimostrando di potersela giocare con chiunque in Serie A: una neopromossa che non recita la parte della comparsa, ma che ambisce a costruire qualcosa di duraturo. Non è un caso che il Sinigaglia stia diventando uno dei campi più ostici del campionato.
Il Parma, invece, deve fare i conti con una realtà scomoda: non basta sfiorare il pareggio in extremis per considerarsi competitivi. Servono idee più chiare, continuità di rendimento e, soprattutto, la capacità di non dipendere da un singolo lampo per restare a galla. In un campionato dove squadre come Inter e Milan dettano i ritmi tecnici e tattici, anche le medio-basse devono alzare il proprio livello di gioco per sopravvivere.
Conclusione: tre punti d'oro per il Como
Il fischio finale al Sinigaglia ha certificato una vittoria che vale molto più di tre punti per il Como: vale autostima, conferma di un percorso e un segnale forte mandato all'intero campionato. Per il Parma, invece, è tempo di riflessioni profonde. Il VAR ha tolto un pareggio, ma non può essere indicato come il colpevole di una situazione di classifica che richiede risposte concrete già dalle prossime giornate di Serie A. Il lago di Como sorride; il Tardini, per ora, deve aspettare.








