Mandorlini: «Sogno la Serie A, voglio il percorso del Como»
Il Ravenna guarda in alto: Mandorlini lancia la sfida alla Serie A
C'è chi si accontenta della sopravvivenza e chi, invece, punta le stelle fin dal primo giorno. Andrea Mandorlini, allenatore del Ravenna FC, appartiene chiaramente alla seconda categoria. Al termine di una stagione d'esordio in Serie C che ha lasciato il segno, il tecnico romagnolo non nasconde le proprie ambizioni: portare il club giallorosso fino alla Serie A, percorrendo la stessa scalata virtuosa compiuta negli ultimi anni da società come Como e Monza.
Una stagione da capolista: i numeri che fanno sognare
I dati parlano chiaro e raccontano di una squadra costruita per dominare, non per partecipare. Nel girone d'andata il Ravenna ha guidato la classifica con autorità, mettendo a segno 13 vittorie, collezionando solo 2 pareggi e subendo altrettante sconfitte. Un rendimento da grande, che ha proiettato il club romagnolo ai vertici del proprio girone di Serie C e alimentato le aspettative di una piazza storicamente ambiziosa.
Il cammino si è poi concluso con un terzo posto finale e un'eliminazione ai quarti di finale dei playoff per mano della Salernitana, avversaria di ben altro spessore e abituata a recitare ruoli da protagonista nelle categorie superiori. Una sconfitta che brucia, certo, ma che non offusca il quadro complessivo di una stagione largamente positiva per una neopromossa.
Il modello Como-Monza: scalata possibile o utopia?
La visione di Mandorlini non è campata per aria. Basta guardare a due casi lombardi di assoluta attualità per capire che certi percorsi sono realizzabili con la giusta programmazione. Il Como ha vissuto una cavalcata straordinaria dalla Serie B fino all'approdo in Serie A, sostenuto da una proprietà ambiziosa e da scelte tecniche coraggiose. Il Monza di Berlusconi e Galliani ha invece riscritto la storia del club brianzolo portandolo per la prima volta nella massima serie italiana, dimostrando che con investimenti mirati e una guida tecnica solida anche le matricole possono competere ai massimi livelli.
Il punto cruciale, in entrambi i casi, è stato la continuità di progetto: stessa filosofia, stessa identità di gioco, mercato funzionale alle idee dell'allenatore. Elementi che Mandorlini sembra voler replicare a Ravenna, con la consapevolezza che la strada è lunga ma non impossibile.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Dal nostro punto di osservazione privilegiato sul calcio lombardo e sulla Serie A, la dichiarazione di Mandorlini merita rispetto e attenzione, non ironia. Il calcio italiano degli ultimi anni ha dimostrato che le gerarchie non sono immutabili: club con radici profonde ma categorie basse possono risalire la corrente se supportati da un progetto serio e da una guida tecnica di qualità. Il tecnico veneto ha esperienza, carisma e — soprattutto — ha già allenato in Serie A, conoscendo bene le esigenze di quel palcoscenico.
Il vero banco di prova sarà il prossimo mercato estivo: se la società risponderà alle ambizioni del mister con investimenti coerenti, il sogno potrebbe trasformarsi in un obiettivo concreto. In caso contrario, rischierà di restare tale. Il modello Como e Monza insegna che senza una proprietà allineata alle ambizioni dell'allenatore, i progetti rimangono incompiuti.
Conclusione: Ravenna, il futuro è adesso
Una prima stagione in Serie C da protagonista assoluto, un allenatore che non si nasconde e un'identità di gioco riconoscibile: le basi per costruire qualcosa di importante ci sono tutte. Mandorlini e il Ravenna hanno acceso una scintilla che il prossimo campionato dovrà trasformare in fiamma. L'appuntamento con la Serie A è fissato: manca solo capire in quante stagioni il sogno diventerà realtà.








