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Milan, nazionali a Milanello: chi è tornato e chi manca

Redazione Lombardia Calcio
Milan, nazionali a Milanello: chi è tornato e chi manca

I rossoneri si riaggregano: la sosta lascia Milanello a ranghi ridotti

La sosta per le nazionali è sempre un momento delicato nel calendario di ogni grande club, un periodo in cui la continuità del lavoro settimanale viene inevitabilmente spezzata e lo staff tecnico deve fare i conti con presenze a singhiozzo, voli intercontinentali e il rischio costante di infortuni lontano da casa. Il Milan non fa eccezione, e in questi giorni il centro sportivo di Milanello ha ripreso lentamente a popolarsi, con i primi rientri attesi che hanno restituito ai rossoneri qualche certezza in vista dei prossimi impegni di Serie A.

Tra i calciatori che hanno già varcato i cancelli di Milanello figurano Davide Bartesaghi, il giovane terzino che sta cercando di ritagliarsi spazio nel panorama del calcio italiano, Zeno Athekame, altro profilo della cantera rossonera impegnato con le selezioni giovanili, e il centrocampista francese Adrien Rabiot, arrivato in estate per rinforzare la mediana milanista. Tre rientri che danno ossigeno allo staff di Sergio Conceicao, ma che non esauriscono la lista dei giocatori attesi.

Chi manca ancora all'appello e perché conta

Non tutti i nazionali convocati dalle rispettive selezioni hanno già fatto ritorno nella struttura di Carnago. Diversi elementi del gruppo rossonero erano impegnati in partite decisive per le qualificazioni o in tornei di Nations League con calendari più fitti, e i rientri scaglionati rappresentano una variabile con cui Conceicao dovrà fare i conti nella gestione dei carichi di lavoro in vista del prossimo match di campionato. In un contesto di Serie A sempre più compresso e competitivo, ogni giorno di preparazione collettiva ha un peso specifico enorme.

Storicamente, il Milan ha sempre dovuto gestire con attenzione le soste internazionali, specie quando il numero di convocati in nazionale è elevato — segno tangibile della qualità della rosa, ma anche fonte di grattacapi logistici e fisici per l'allenatore di turno. Basti pensare alle stagioni in cui i rossoneri si trovavano a rincorrere l'Inter in classifica proprio dopo aver perso ritmo nelle settimane di pausa, pagando dazio a una preparazione inevitabilmente frammentata.

L'analisi della redazione di Lombardia Calcio: il rientro graduale dei nazionali è una fotografia fedele di quanto il calcio moderno richieda alle società un lavoro di programmazione quasi maniacale. Per i rossoneri, ritrovare Rabiot in buone condizioni fisiche è probabilmente la priorità più urgente: il francese è chiamato a essere il fulcro della manovra milanista, e ogni giorno in più di lavoro con i compagni vale doppio. Bartesaghi e Athekame, invece, rappresentano un segnale di vitalità del vivaio, un patrimonio che il club sta cercando di valorizzare con crescente convinzione. Nelle prossime ore il quadro dovrebbe completarsi, e solo allora Conceicao avrà la reale misura delle energie a disposizione per affrontare un calendario che non concede pause né distrazioni.

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